Aperto per la prima volta nel lontano 14 luglio del 1883, il caffé Bellotti ha avuto modo di diventare un caposaldo, un punto di riferimento nella bellissima Pontremoli.
Fu Antonio Bellotti ad innaugurare il caffé ,allora pontremoli era una cittadina e in un punto cruciale come via di comunicazione proprio perché non esistevano ne ferrovia ne tanto meno autostrada.
La ferrovia comunque era in via di sviluppo, e propio in quei anni che Antonio Bellotti diede un punto di ritrovo a tutti quei operai che lavoravano e stavano costruendo il tratto di rotaia a pontremoli. Proprio per questo inizialmente, l'oggi rinnomato caffé Bellotti, si chiamò "il caffé degli operai".
Questa parte di storia pontremolese ha lasciato il suo segno perché tanti di loro si sono poi sposati quì a pontremoli e oggi i loro nipoti e pronipoti risiedono ancora qui e sono pontremolesi . ( in senso buono vengono chiamati i "figli del treno")
Inizialmente il caffé era situato solamente nella navata centrale, se cosi si puo dire,essendo allora la sala più grande divisa in due botteghe.Successivamente,con la demolizione del tramezzo , divenne come ora si vede riapparendo nelle linee architettoniche che aveva avuto in passato quando vi teneva la farmacia Enrico Buttini, il patriota cui é dedicata la lapide esistente sulla facciata del palazzo civico.
Dove oggi c'è la saletta più piccola lavorava un falegname. Dopo l'ampliamento il locale assunse il nome del "caffé delle colonne" e la relativa scritta campeggiava al di sopra dei tre ingressi.
Oggi all'interno del caffé si può ancora ammirare un tratto della muraglia che Castuccio Castracani ,allora Signore di Pontremoli, fece costruire nel 1322 per dividere in due la città,così dividendo le due faziosità, i guelfi e i ghibellini, sempre in scontro fra loro, lasciando una piazza ai guelfi e una ai ghibellini (piazza di sotto e piazza di sopra).
La muraglia andava da un fiume all' altro e presentava tre torri delle quali due ancora oggi esistenti ,quella centrale il campanone, una laterale (a fianco del duomo) la terza crollata qualche secolo fa.
Si può notare in oltre il pavimento della sala centrale, é risalente al 1800 e sul quale hanno camminato migliaia emigliaia di persone, poi il soffitto a volte ,sempre originale dell'epoca.
Oggi il caffé continua la tradizione di conduzione familiare e i propietari, Roberto e Federica, pur non essendo della famiglia Bellotti, anno scelto di lasciare al caffé il suo nome ormai tradizionale e col quale é conosciuto da tanta gente nel mondo.